Bordiga a Trotsky

Mosca, 2 marzo 1926

Caro compagno Trotzky,

durante una riunione della delegazione italiana all'Esecutivo Allargato attuale con il compagno Stalin, sono state poste alcune questioni a proposito della vostra prefazione al libro 1917 e della vostra critica sugli avvenimenti dell'Ottobre 1923 in Germania; il compagno Stalin ha risposto che nel vostro atteggiamento verso questo punto vi è stata una contraddizione.

Al fine di non correre il rischio di citare sia pur con la minima inesattezza le precise parole del compagno Stalin, mi riferirò alla formulazione che, rispetto a questa stessa formulazione, è contenuta in un testo scritto, ovvero all'articolo del compagno Kuusinen pubblicato da Correspondance Internationale (edizione francese) del 17 dicembre 1924, n. 82. Questo articolo è stato pubblicato in italiano durante la nostra discussione per il III Congresso (L'Unità del 31 agosto 1925). Vi è sostenuto che:

a) Prima dell'Ottobre 1923 voi avete sostenuto il gruppo Brandler accettando in generale la linea decisa dagli organi dirigenti dell'IC per l'azione in Germania;

b) Nel gennaio del 1924, nelle tesi sottoscritte con il compagno Radek, voi avete affermato che il partito tedesco non avrebbe dovuto scatenare la lotta in ottobre;

c) Soltanto nel settembre 1924 voi avete formulato la vostra critica contro gli errori della politica del Partito Comunista Tedesco e dell'IC che avrebbe condotto a non scegliere l'occasione favorevole per la lotta in Germania.

A proposito di queste pretese contraddizioni ho polemizzato con il compagno Kuusinen in un articolo comparso su L'Unità nel mese di ottobre, basandomi sugli elementi che erano a mia conoscenza. Ma è soltanto voi che potete far luce completa sulla questione, e vi domando di farlo a titolo di informazione e di chiarimento, in brevi note, di cui farò uso d'istruzione personale. È solo con l'eventuale autorizzazione del Partito, cui spetta la facoltà, che potrò in futuro servirmi di esse per un esame del problema sulla nostra stampa.

Vi invio i miei saluti comunisti.

A. Bordiga

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