Bordiga a Maffi, Perrone e Ceglia

Napoli, 30 settembre 1952

Caro Bruno, (copie a Otto e Ceglia)

mi spezza il cuore il grido di desolazione, ma il fatto più grave non è la fessificazione del titolo del giornale, bensì la lentezza con cui la vostra pelle evolve verso lo spessore di quella del rinoceronte, traguardo cui vi sospingo anche con reazioni, guarda un po', contro corrente. Dinanzi allo spettacolo che si vede da tutti i lati la consegna è: sdrammatizziamo! Mi batto in questo senso invano da decenni. Banalizziamo!

Comunque il titolo geniale non lo ha imbroccato nessuno con una di quelle proposte sopraffattrici che chiudono le bocche altrui. Ogni titolo affacciato ha trovata una buona critica ed è cascato. L'Internazionale comunista era l'organo polilingue della medesima: non ci azzecca.

Quindi si resta al frigido punto: variare il meno possibile legalmente, ostruzionisticamente, e, se non basta di meno, sia Lotta comunista. La lotta greco-romana che ciò ti ricorda è cosa più seria delle pugne elettorali. Se vuoi essere più retorico (un delegato spagnolo a Mosca, Gonzales, il primo orator di Castiglia, scese dal podio disincantato: aquì no se puede hablar con tono!). Con tono metti dunque: Pugna comunista. Ricorderà le Termopili.

Veniamo a noi: cosa è mai dopo quell'avviso così bene imbroccato e per cui vi ho guadagnato una serie di complimenti, la fregola di sfruttare le frasi di stile leguleio della citazione dandole in pasto ai compagni? Questi sentimentalismi li perdono solo ad Otto-pelle-sottile. Se la porcata BC è avvenuta la causa è in una deficienza di tutti noi come militanti di partito, che non la abbiamo preveduta ed evitata. La colpa morale non conta nulla e tanto meno la borghese responsabilità: abbiamo male operato se vi sono capi che fanno come D. e se vi sono gregarii ancora suscettibili di "scegliere" secondo la trivialità del testo bollato. Andiamo avanti e cerchiamo di non fare fesserie, lo schifo dei processi legali non vale nulla se non è schifo dei processi morali. Le fesserie non si risolvono marxisticamente addebitandole ad un autore, non hanno autore, devono solo non ripetersi. Quando accadono fessi siam tutti e non prendiamo sul serio chi dice: avevo votato contro!

Superato il dubbio sul nome del partito, il tema potrebbe essere lo stesso utile per il Filo poiché quanto suggerisci su Genova e Nenni (non ho i numeri dell'Avanti!) si può riattaccare ad uno degli svolti terminologici: 1892.

Ce ne vuole a tener fermi gli Achilli che bollono nel seno a tutti! A correre a porre tamponi a quello che ogni tanto si considera involontariamente il messo di Dio!

Ho avuta una lettera dei compagni francesi che contentissimi di Milano sollecitano il testo: presissimo da tante cose non ancora lo ho guardato. Mi mandano anche quel testo loro già noto e promettono copie per voi.

A Ceglia chiarisco che la presente viene dopo un lungo carteggio in cui ho fatto il minimalista. Egli propone Il comunista; è vero che tale era il titolo del primo organo nostro dopo Livorno, e che non si sa se vi sia oggi periodico omonimo; ma questo titolo cade dinanzi alla obiezione iniziale di Bruno che la parola, come tante altre, oggimai ci accomuna a troppa gente. Come in altra lettera dissi, un titolo che ci caratterizzi distinguendoci da tutti compresi gli ultimi disertori richiede concetti che non stanno in meno di quattro se non cinque parole.

Saluti cari a tutti.

Amadeo

Per Prometeo resto su Prometeos nella forma greca. Tarsia insiste sulla sinistra comunista o marxista... anche questa oramai rubata.

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