La nostra dottrina marxista della storia umana costruisce le linee di certezza del corso della Rivoluzione futura sul solido materiale delle Rivoluzioni storiche di classe e delle guerre civili sostenute dalle avanguardie proletarie mondiali. Rapporti economico - storico - politici alla riunione di Milano del 2-3 aprile 1966.

Il VI Capitolo inedito del "Capitale" nel quadro dell'opera economica di Marx

Per capire l'importanza del VI Capitolo (inedito) del Capitale — di cui abbiamo dato un'ampia sintesi nei nr. 5 e 6 di quest'anno, — è necessario fare una cronologia dell'opera economica di Marx; e lo è tanto più in quanto Marx, in realtà, non la potè condurre a termine. Sarebbe importante trovare l'ossatura comune, la preoccupazione centrale intorno a cui si ordinano tutti i suoi lavori.

Lo stesso Marx ha indicato lo svolgimento di questi. Nella prefazione alla Critica dell'Economia Politica, del 1859, egli parla come punto di partenza del geniale schizzo di Engels sulla critica delle categorie economiche, apparso negli "Annali franco-tedeschi". Esso veniva, per così dire, a puntino. In realtà, Marx aveva dimostrato che i diversi sviluppi dell'attività umana hanno una stessa base: la produzione economica; e che dal modo di produrre dipendono tutte le altre manifestazioni dell'attività umana, in particolare il pensiero. Invece di studiare la coscienza dell' uomo come un prodotto indipendente, bisognava capire il processo dì vita reale di questo ultimo. Questo rovesciamento appare in forma straordinariamente condensata nelle famose Tesi su Feuerbach. E' nell'Ideologia tedesca che si trova elaborato il metodo di cui la prefazione alla Critica dell'economia politica darà una definizione così netta e limpida: il materialismo storico. In quest'opera v'è un tentativo di dare una dimostrazione della nuova teoria: provare che i fattori determinanti sono quelli economici e sociali. Perciò noi vi troviamo insieme un primo schizzo di quella che sarà più tardi l'Introduzione alla Critica della economia politica — esposizione del metodo e piano dell'opera Integrale — e un abbozzo delle Forme che precedono il modo di produzione capitalista: periodizzazione della storia umana. La coerenza con la dottrina è completa: la storia è la sola vera scienza.

Come è noto, l'opera non vide la luce, abbandonata come fu alla "critica roditrice dei topi". Marx ed Engels non ci tenevano, del resto, eccessivamente. La sua elaborazione aveva, permesso loro, soprattutto, di veder chiaro nella nuova concezione, di rendersi padroni della nuova dottrina. In compenso, Marx lavorava già attivamente all'opera economica di cui Engels parla in una lettera del 20-1-1845: "Fa in modo di completare il tuo libro di Economia Politica, poco importa se molte pagine non ti soddisfino"; e alla quale lo stesso Marx accenna in una lettera a Leske dell'1-8-1848: "Attraverso un amico di quei signori, mi si era praticamente assicurata l'edizione della mia critica dell' Economia". Neppure questo libro doveva, vivente lo autore, vedere la luce. Esso fu pubblicato dopo la morte dei due amici sotto il titolo di Manoscritti parigini del 1844.

Non per questo Marx abbandonò gli studi economici e, nel 1847, pubblicò, in risposta a un volume di Proudhon, La miseria della filosofia. E' questo, in certo modo, un riassunto di tutta la opera, e conclude la critica della filosofia così come era stata condotta nellaCritica della filosofia del diritto di Hegel e nella Questione ebraica: il proletariato è l'emancipatore della società umana. D'altra parte, vi si trova esposto il vero movimento di questa emancipazione: la costituzione della classe in Partito, il che implica una caratterizzazione esatta della società presente e la delimitazione di quella futura. Ma il 1847 è anche l'anno del Manifesto del Partito Comunista. Al movimento operaio, che prende un'ampiezza sempre crescente (così come è stato descritto nellaMiseria della Filosofia) bisogna dare un programma: il Manifesto condensa l'apporto di tutte le lotte proletarie passate, tanto sul piano pratico quanto su quello teorico, e lo illumina della chiara e evidente affermazione del Comunismo, spoglio di ogni utopismo perché presentato così com'è — come il movimento reale della società, il moto reale del proletariato verso la sua emancipazione.

I lavori economici di Marx non sono accademici: essi sono destinati al proletariato come armi e strumenti di lotta. Perciò, nel 1849, Marx condensa i risultati delle sue ricerche in una serie di conferenze tenute a Bruxelles: Lavoro salariato e capitale. Spentasi l'ondata rivoluzionaria, egli riprende la grande opera economica iniziata e mai apparsa — soprattutto non apparsa in tempo prima della rivoluzione. Bisognava dare una base indistruttibile al programma lanciato nel 1847. Marx, quindi, continua i suoi lavori e nel 1859 pubblica la Critica dell' Economia politica. Questa doveva essere l'inizio di un'opera molto vasta che egli avrebbe valuto pubblicare di un sol blocco; tuttavia, Marx è costretto ad accellerarne la pubblicazione a causa delle storture economiche messe in circolazione da un gran numero di propagandisti socialisti, e in particolare da Lassalle.

L'opera trattava soprattutto del valore in fase di circolazione semplice delle merci e al momento della trasformazione del danaro in capitale. Ma era troppo densa e sintetica. Marx voleva fornire insieme la critica della base e quella delle soprastrutture; una spiegazione dei fenomeni reali e, insieme, delle teorie che essi hanno generato (quella che sarà più tardi la Storia delle dottrine economiche o Teorie del plusvalore): "E' nello stesso tempo l'esposizione di questo sistema e la sua critica attraverso la sua esposizione" (Marx a Lassalle, 27-11-'58). Di qui il doppio piano dell'opera: esposizione dei fenomeni economici, e critica delle diverse concezioni in corso in merito al fenomeno studiato. Il carattere troppo dialettico di questa esposizione (flirt con Hegel!) spiega forse perché la Critica non ebbe alcun successo.

Il Capitale appare in pieno periodo di ascesa del movimento operaio in due dei maggiori centri dell'epoca: la Germania e la Francia. L'esposizione è più didattica, ed è in realtà il vero programma del proletariato per la sua emancipazione. Si può dire che l'opera era richiesta a gran voce dalla classe operaia. Questa aveva bisogno di un'arma critica e costruttiva per la sua lotta quotidiana contro il capitale, e per quella, molto più vasta, che avrebbe portato a distruggerlo. Questo il senso dell'esposto tenuto da Marx sull'argomento: Salari, prezzi e profitti, suppergiù alla stessa epoca, alla Associazione Internazionale dei Lavoratori.

Com'è noto, solo il I libro del Capitale apparve mentre l'autore era vivo. Gli altri due furono pubblicati da Engels, che a sua volta non potè completare l'opera. Restava una grande quantità di manoscritti. Kautsky non pubblicò che l'equivalente del IV libro: La storia delle dottrine economiche. I Grundrisse furono pubblicati in tedesco dopo la guerra mondiale: il IV Capitolo, e senza dubbio molti altri materiali, particolarmente sulla questione agraria, attendono ancora di vedere la luce.

I quattro modi di affrontare la critica dell'economia politica in Marx

Lo studio di tutte queste opere mostra come Marx abbia affrontato la critica dell'economia politica in quattro modi che si completano.

Il primo è quello dei Manoscritti del 1844: fondamento della società capitalistica è il lavora salariato; lo stesso capitale non è che lavoro oggettivato. Marx spiega l'alienazione di cui parlava Hegel: tutta la storia è il prodotto del lavoro dell' uomo: non solo del lavoro teorico, intellettuale, ma di tutto il lavoro, di tutta l'attività reale dell' uomo. L'alienazione risiede nella vita pratica, nella vita reale, e deriva dal fatto che l'uomo, nella società borghese, è diventato merce.

Marx, tuttavia, è ancora troppo sul terreno dell'avversario, nel senso che affronta la questione, al modo dei filosofi e quindi di Hegel, partendo dall' uomo, dal soggetto, mentre bisogna spiegare come il soggetto sia prodotto. Appunto perciò si parla prima del salariato, poi del capitale e della proprietà fondiaria, per infine analizzare la proprietà nella società borghese e nella società comunista: insomma, si fa, in parte, il contrario di quello che Marx farà in seguito: "... Il mio metodo analitico non parte dall' uomo ma dal periodo sociale economicamente dato"... ("Il trattato di economia politica di Adolph Wagner"). Il procedimento è dunque ancora soggettivo. E' vero, l'uomo è al centro della questione (non 1'uomo individuale, ma uomo sociale, la specie umana: ecco già confutata la posizione borghese), ma bisogna anche spiegare quali siano le condizioni economiche che lo producono. Ora, 1'uomo può essere soggetto solo nella società comunista. Nelle altre società di classe, è alienato e quindi oggetto: è proletario o borghese, ma ciò vuol dire che il soggetto è il capitale. "L'ex possessore di danaro marcia davanti come capitalista, il possessore di forza lavoro gli viene dietro come suo operaio; quello con aria soddisfatta, importante e indaffarata; questo timido e recalcitrante come chi ha portato la sua pelle al mercato e ora non ha da aspettare altro che la concia" (Il Capitale, I, cap. 4, par. 3).

L' importanza dei Manoscritti è di segnare l'atto di nascita del comunismo. Nella polemica con gli economisti Marx scopre la forma futura così come l'aveva intuita nella sua lotta contro la filosofia di Hegel e nella Questione ebraica: ma va più lontano, perché ne scopre il substrato economico.

Il secondo modo di affrontare la questione è quello della Critica e del Capitale. Marx parte da ciò che è constatatile; cioè la merce (come osserva Lenin), per porre la questione del valore e delle sue diverse forme, e per poi tornare alla circolazione semplice delle merci e all'apparizione del capitale. Il lavoro salariato, produttore di plusvalore, appare in seguito per spiegare la genesi del capitale, cioè la genesi dell'incremento di valore senza il quale nessuna formazione di capitale è possibile; e appare attraverso l'analisi del processo di produzione immediato. "Ciò da cui parto, è la forma sociale più semplice in cui, nella società attuale, il prodotto del lavoro si presenta, cioè la 'merce'. E' questa che analizzo; e lo faccio dapprima nella forma in cui essa appare" (II trattato di economia politica dl Adolph Wagner).

Il terzo modo ci è dato dal frammento della versione primitiva delta Critica dell'Economia politica. Marx affronta il problema nel modo più generale possibile: la nascita del valore; e pone la questione: Come il valore può giungere all'autonomia (dato constatabile nella società borghese), cioè non essere più strettamente dipendente dalle condizioni che l'hanno generato?

L' ultimo e quarto modo lo troviamo nelleForme che precedono la produzione capitalistica (capitolo dei Grundrisse). Il capitalismo può svilupparsi alla sola condizione di liberare 1'uomo e farne una merce. A questo fine, occorre che le diverse comunità che lo inglobavano e che, ín modo più o meno degradato, erano rette da un'economia in cui lo scopo della produzione era l'uomo, siano distrette. E' in certo modo, lo studio degli ostacoli allo sviluppo capitalista, lo studio dell'inerzia sociale costituita dalle diverse comunità, di cui la più tenace si trva nel modo di produzione asiatico ancora perdurante, ad esempio, in India, e che rende cosa difficile lo sviluppo economico di questo paese.

Posizione del VI Capitolo nell'insieme dell'opera

Il VI Capitolo si trova al punto di convergenza di questi diversi modi di esporre: ecco perchè ci permette di capire l'insieme dell'opera. Esso si presenta sotto certi aspetti, come una chiave non per capire il Capitale, che basta a se stesso, ma 1'intera opera in cui questo è inserito. Esso permette di ricollegare l'uno all'altro dei lavori che sembravano non avere alcun rapporto fra di loro; mostra la coerenza assoluta di tutta la teoria.

Le opere che abbiamo citato sono, in realtà, altrettanti frammenti di un'opera unica. Perciò, se può sembrare che Marx abbia avuto diverse preoccupazioni, diversi modi di affrontare un solo e identico problema, che l'opera non ha potuto vedere la luce nella sua totalità. I suoi diversi "piani" ci illuminano a questo proposito. Nella Critica, Marx ne dà uno che è una semplice variante di quello dei Manoscritti del 1844, variante legata alle considerazioni da noi fatte a proposito di quest'opera. Nella Prefazione alla Critica, scrive: "Analizzo il sistema dell'economia borghese nel seguente ordine: capitale, proprietà terriera, lavoro salariato; Stato, commercio estero, mercato mondiale. Sotto le prime tre rubriche, studio le condizioni economiche di esistenza delle tre grandi classi in cui si divide la moderna società borghese; quanto alle altre tre, la loro connessione è evidente". Questo pianto è identico a quello inviato da Marx a Engels il 2-4-1858. Nel 1862, nel suo XVIII quaderno, egli ne dà uno più dettagliato; ma i punti essenziali (suddivisione dell'opera) sono identici. Nel punto 5 dello studio del processo di produzione, Marx scrive: "Combinazione del plusvalore assoluto e relativo, lavoro produttivo e improduttivo". Da altra parte, in un progetto di piano del 1859, suddivide lo studio del processo di produzione nel modo seguente: "I. Trasformazione del danaro in capitale. a) Passaggio, b) Scambio fra capitale e potenza di lavoro, c) Processo di lavoro, d) Processo di valorizzazione". I punti c e d sono i due primi trattati dal VI Capitolo.

Perciò, in uno studio ulteriore, noi ci proponiamo di farne una analisi in collegamento con tutti i lavori citati più sopra. Due grandi questioni emergono da queste opere, siano esse complete o allo stato di piano o a quello di abbozzo: 1) Origine del valore, sue determinazioni e sue forme; 2) Origine del lavoratore libero, del lavoratore salariato. Si tratterà di analizzarle nell'ordine, con le conseguenze che esse implicano.

Da "il programma comunista" n. 19, 24 ottobre - 7 novembre 1966.

Note

[1] Alla riunione di Milano fu data una traccia dello studio in corso in Francia sul nesso che collega il VI Capitolo inedito del Capitale - di cui si era trattato nella precedente riunione - allo insieme dell'opera di Marx, e sulla luce che esso getta sulla nostra dottrina come arma di battaglia. Questa traccia riproduciamo qui, a chiusura dei rapporti della riunione generale dell'1-2/4/1966, come primo saggio del lavoro che dovrà essere svolto.

Copertina Scienza economica marxista
Scienza economica marxista come programma rivoluzionario

Quaderni di n+1 dall'archivio storico.

Una importante relazione del Partito Comunista Internazionale sulle "questioni fondamentali dell'economia marxista" nella quale si indaga intorno alla teoria della dissipazione capitalistica.

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