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Numero 111, 21 luglio 2007
SCHIZOFRENIA BELLICISTA
2007: Dall'equilibrio
del terrore al terrore dell'equilibrio
1946: Forza, violenza, dittatura nella lotta di classe
IL PARADIGMA FRANCESE
A Parigi, come in tutte le più importanti metropoli
del mondo, avviene che vaste aree siano fuori controllo da parte dello Stato. Perciò
i metodi delle fazioni destre e sinistre della borghesia si unificano. Il
bastone della militarizzazione (sbirraglia) e la carota della promessa di
distribuzione sociale del valore (keynesismo) diventano più che mai due
facce della stessa medaglia. Certo che se manca il denaro per via
della crisi cronica non resta che il bastone. Il quale però, se è spesso
efficace nell'immediato, diventa socialmente pericoloso nel tempo. Il governo
Sarkozy ha perciò dichiarato una guerra alla povertà che non sembri
troppo a una guerra ai poveri. In essa ogni arma sarà
utilizata: dalla cooptazione e integrazione degli organismi nati dal
disagio sociale (come SOS Racisme) alle classiche repressioni, dalla
demagogia populista agli studi sistemici sulla "bonifica" del
disagio sociale per via economica. Sarà interessante vedere quanto e come
questo pragmatismo keynesiano potrà essere realizzato in termini di
provvedimenti iscrivibili a bilancio. Gli incendi delle banlieues
non sono un problema politico ma economico, precisamente legato alla legge
marxiana della miseria crescente.
IL MUTUO FATALE
Da anni il consumatore americano, indebitandosi, sostiene le
esportazioni di mezzo mondo: se la sua capacità d'acquisto viene meno, può
andarci di mezzo addirittura l'economia planetaria. Il mestiere del
lavoratore qualificato è sempre più ridotto a lavoro semplice e il turnover è
feroce. Chi guadagnava fino a 50.000 dollari l’anno adesso non
ne guadagna più di 30.000. Perciò una stessa famiglia, che si era
indebitata conseguentemente al suo reddito di prima, si trova a
pagare gli interessi con il reddito di adesso. Il riflesso più
immediato è nel settore immobiliare: sono milioni coloro che non possono
più pagare i mutui subprime (cioè quelli ottenuti da persone con
alta probabilità di insolvenza ad alto tasso di interesse). Le case
non pagate sono quindi immesse dalle banche sul mercato, per cui il loro
prezzo cala paurosamente (-37% in California). E cala quindi paurosamente
la capacità di copertura dei nuovi mutui, erogati ovviamente sul nuovo
prezzo delle case. Come se una improvvisa e gigantescca restrizione del
credito fosse esplosa a bloccare l'economia USA.
SBIRRI PER VOCAZIONE STORICA
Veltroni si candida alla guida di un nuovo partito: "La
legalità non ha colore politico. E' un diritto fondamentale dei
cittadini, e chiunque è al governo di una comunità sa che assicurarne il
rispetto è un suo dovere." Questo sistema allo sfascio, dove non
funziona più nulla, dai partiti agli ospedali, dai telefoni alle
ferrovie, dalle poste alle industrie, ha necessità vitale di scenari che
giustifichino un controllo capillare e invasivo della popolazione. Gli
eredi di Stalin, imbellettati con periodici make-up alla
Togliatti-Berlinguer-Veltroni, sono gli strumenti più adatti per il
binomio conservatore mercato+ordine. Mentre il berlusconismo è
costretto ad affrontare il problema dall'esterno dei
rapporti fra le classi, il veltronismo ha già esperienza secolare di
controllo dall'interno, dato che affonda le radici nel riformismo
socialdemocratico, fascista e staliniano. Il patto fra le classi non l'ha
inventato Berlusconi; e neppure Mussolini, che lo utilizzò solo al
meglio, come "realizzatore dialettico delle vecchie istanze
riformiste socialiste". L'autodifesa del sistema non ha bisogno
neppure di grandi investimenti: i Veltroni, Cacciari, Cofferati,
Chiamparino, "costano" alla società meno del barnum
casinista berlusconiano. E hanno a disposizione una massa enorme di
manodopera praticamente gratuita, perché la "sinistra" è
specialista in divisioni bizantine, ma è compatta nel fronte unico
storico, fronte che oggi raccoglie senza soluzione di continuità
i "sindaci", i loro partiti e i loro galoppini
"sinistri", cioè i Casarini, i Cremaschi, i Negri, i Bettin, i
Caruso e giù giù fino all'indistinto pianeta ecologista e no-global.
Tutti uniti in difesa del capitalismo. Naturalmente
"sostenibile".
IN DISCESA SENZA FRENI
Le borse di Shanghai e Shenzen corrono a dispetto dei
controlli statali messi in atto per evitarne il surriscaldamento. A inizio
maggio erano passate di mano azioni per un valore monetario di 49
miliardi di dollari, quasi il doppio del Giappone, il triplo di tutte
le altre concorrenti asiatiche, con un numero di scambi decuplicato rispetto
a un anno fa. Milioni di cittadini spostano i loro risparmi sul mercato
azionario in mancanza di beni di consumo durevoli, alimentando solo in parte
l'investimento industriale, che comunque è orientato alle esportazioni. Gli
analisti economici del paese stanno mettendo tutti in guardia ma senza
successo: troppa liquidità e crescita insensata dei prezzi azionari
portano a una valutazione irrealistica della situazione. Che è sempre
quella di un paese ancora troppo povero che produce per esportare in paesi
già troppo ricchi. E deve reprimere ogni anno migliaia e migliaia di
rivolte sociali.
L'ESPLOSIVO CONNUBIO TRA RISORSE RUSSE E PRODUZIONE CINESE
L'interscambio economico tra Russia e Cina è cresciuto del 15% solo
nell'ultimo anno. La Russia ha in programma la costruzione di oleodotti e
gasdotti diretti verso la Cina, affamata di energia a causa della sua
vorticosa crescita economica. E' stato appena siglato un accordo per 4
miliardi di dollari nei settori dell'energia, dell'acciaio, dell'edilizia e
della cantieristica. Non è una gran cifra, ma è solo una piccola
parte del totale; e comunque i due paesi si sono impegnati a raddoppiare
entro breve il volume e il valore degli scambi complessivi. Questi interessi
materiali hanno già prodotto un riavvicinamento politico e una sincronia sullo
scacchiere internazionale, come ad esempio all'ONU. Non si tratta solo di
una nuova "alleanza" fra ex amici e poi nemici: Russia e Cina
vedono gli Stati Uniti e l'Unione Europea come interlocutori diplomatici, ma tra
di loro hanno qualcosa in più da condividere, per esempio l'interesse
reciproco dato dalle materie prime russe e dalla produzione industriale
cinese. Hanno in comune 3.600 Km di frontiera, e soprattutto guardano
entrambi con apprensione ai propri rispettivi interessi in Asia, dove ormai
si scontrano le correnti geopolitiche mondiali.
LA PEGGIO GIOVENTU'
Il Papa teologo fustigatore questa volta se l'è presa con l'
"emergenza educativa": "Emergono tratti negativi di una
cultura consumistica ed edonistica. Istituzioni e agenzie educative sembrano
attraversare momenti di difficoltà". Il quadro mette in allarme e
spinge a cercare antidoti contro una "decadenza"
inarrestabile. E il ritratto della gioventù moderna è desolante:
annoiata, violenta, strafottente e senza prospettive. Se non andiamo errati,
la prima istituzione educativa, per il Papa, dovrebbe essere la famiglia.
Quella stessa dove avvengono massacri quotidiani alla Quentin Tarantino. Quella
stessa che egli difende con caparbia determinazione. Comunque non è il solo
ad accorgersi della decadenza dei rampolli di questa società: in
Inghilterra li chiamano Neets, gli emarginati di domani, senza
futuro. Il nome in questo caso è la cosa: è vero che le nuove generazioni
non hanno futuro nel capitalismo. Le aspetta una biforcazione storica:
o il peggioramento di una vita senza senso o una rivoluzione.
2005: Una
vita senza senso
2006: Banlieue
è il mondo
DEATH OF A PRESIDENT
Il finto documentario di Gabriel Range sul futuro assassinio del presidente
degli Stati Uniti ha fatto scalpore: molti cinema americani si sono
rifiutati di programmare il film e molti media lo hanno ignorato.
L'uccisione di George W. Bush è in realtà solo un pretesto per analizzare
le dinamiche sociali della guerra al terrorismo. Il film ricostruisce uno
scenario assolutamente realistico, ottenuto attraverso il montaggio delle
parti recitate da attori che fingono testimonianze con vere scene di
repertorio (dimostrazioni di protesta, cariche della polizia, ecc.). Lo
spettatore viene fatto penetrare nella finzione-realtà con lo stesso
procedimento con cui lo si inganna attraverso la guerra psicologica
combattuta tramite i media per generare (o impedire) determinate
reazioni di massa. Morte di un presidente riesce ad avvincere come un
giallo alla Hitchcock, forse proprio grazie alla sua incredibile credibilità.
* * *
Ringraziamo i compagni e
lettori che hanno accolto positivamente il nostro annuncio sul
numero scorso della newsletter a proposito dei volumi da noi
rilevati dalla casa editrice Graphos. Data le richieste, ci siamo
procurati gli altri titoli qui di seguito elencati. Continuerà anche la
serie dei CD Rom con il materiale storico della Sinistra Comunista
"italiana".
Opere Complete di Amadeo Bordiga vol. 1,
1911-14, pagg. 494+LXX;
Opere Complete di Amadeo Bordiga vol. 2, 1914-18, pagg. 449+CXV;
Gramsci e le ideologie del suo tempo di
Christian Riechers, pag. 262;
Firiedrich Engels e il problema dei popoli senza
storia, di Roman Rosdolsky, pagg. 352;
Germania 1923, di Victor Serge, pagg. 573;
Alle origini del comunismo dei consigli, di
Philippe Bourrinet, pagg. 509.
I libri sono a disposizione dei nostri lettori alle
stesse condizioni dei Quaderni di n+1 cioè al prezzo di costo, che
è di 0,02 euro per pagina più 1,5 euro per la copertina, più le
spese postali. Quaderni e CD sono considerati supplementi alla
rivista e si possono richiedere direttamente al nostro indirizzo: n+1@quinterna.org.
CD nn. 1 e 2: Il Soviet - Raccolta delle annate dal 1918 al 1921
CD n. 3: Manifesti e altri documenti politici del Partito Comunista d'Italia (1921) - Rassegna comunista, raccolta completa 1921-1922 - Relazione del CC al II Congresso (la struttura di lavoro del Partito Comunista d'Italia, 1922) - Come si costituì il Partito Comunista d'Italia (opuscolo, 1922) - Il processo ai comunisti italiani (Gli arresti e l'istruttoria, Il dibattito e le arringhe, La sentenza; 1923) - Prometeo del 1924, raccolta completa - Prometeo del 1928-1935, tutti i numeri usciti.
CD n. 4: Battaglia Comunista . Raccolta delle annate dal 1945 al 1952
CD nn. 5 e 6: Il programma comunista - Raccolta delle annate dal 1952 al 1973
CD n. 7 Bilan (1933-1938 - In progetto)
CD n. 8 Ordine Nuovo quotidiano - Organo del PCd'I (1921-1922 - in progetto).
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