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Numero 112, 31 luglio 2007
VENTI LUGLIO DUEMILAUNO
Ancora dietrologie giornalistiche nel sesto anniversario
dei fatti di Genova. Ma non v'è nulla di "misterioso". Per noi essi
furono significativi perché frutto di una convergenza oggettiva: da una parte vi
era il popolo dei variopinti pellerossa ideologicamente predestinati al
massacro; dall'altra le pulsioni sbirresche preponderanti rispetto al
tradizionale metodo dell'ammortizzamento sociale. Una mancanza di
"professionalità" da entrambe le parti, che per quanto riguarda le
forze della repressione s'è dimostrata persino grottesca, incapaci come sono state di
assorbire l'impatto di una massa che da mesi trattava per essere incanalata.
Una versione riporta che il massacro non fu "spontaneo" ma
"voluto dagli americani". Peggio ancora: così avrebbe dato ennesima
prova di sé l'italietta-colonia, con la sua borghesia vigliacca e la sua
sinistra in perenne dialogo con qualunque padrone. Su uno sfondo assai
fotogenico di vetrine spaccate e di auto in fiamme.
POLARIZZAZIONE SOCIALE
Da uno studio del Fisco brasiliano risulta che in Brasile 130.000
super-ricchi posseggono un patrimonio pari a oltre il 50% del PIL. Dunque
un gruppo che rappresenta appena lo 0,07% della popolazione si è
"messo da parte" metà del valore che l'intero paese produce in
un anno. Tutto ciò mentre un altro ufficio governativo censisce 12,4 milioni
di stremati miserabili - il doppio di quanti ne riconosceva ufficialmente il
governo "di sinistra" - che penano in sterminate favelas. La
diseguaglianza sociale si misura con l'indice di Gini, un parametro la cui
variazione ci dimostra la legge della miseria crescente di Marx. Il Brasile ha
l'indice di Gini più alto del mondo. Subito dopo vengono gli Stati Uniti
d'America.
UN CASTELLO DI CARTA
Molti sono convinti che una crisi mondiale potrebbe
esplodere in seguito al collasso del sistema immobiliare americano. La
causa principale di questo collasso risiederebbe nei mutui subprime,
collegati con fondi di investimento e con spregiudicati metodi e strumenti
finanziari. Per una volta non si tratta di frottole diffuse solo per
indirizzare i mercati. I mutui subprime sono specie di
cambiali firmate da debitori a rischio per insolvenze precedenti.
Costoro ovviamente pagano interessi più alti. Il super-complesso
edificio finanziario attuale si fonda su questi "pagherò"
relativi a titoli industriali, materie prime o qualsiasi cosa, anche se
virtuale, che sia commerciabile. Non è una novità, dato che il
"pagherò" sembra sia nato in Cina più di mille anni fa. Fu importato
in Europa nel Medioevo ed è dunque l'antenato dei derivati,
delle options e dei futures. Abbiamo sempre detto che il
capitalismo è nato vecchio, statale e parassitario. Si compra un
bene e si dilaziona il pagamento previo aumento del prezzo accettando di
firmare una cambiale. Essa può essere venduta a sua volta, per
esempio scontandola prima del tempo in banca. Chi la vende ci rimette un
poco, ma intasca subito. La banca guadagna subito la differenza intascando
il resto alla scadenza. Se la cambiale rappresenta azioni o petrolio che
aumentano di prezzo, ci sarà guadagno supplementare. Il cerchio
ovviamente si chiude solo se il primo contraente "onora" il
debito. I debiti subprime vengono dunque
"scontati" sul mercato finanziario e raggruppati per indice
di rischio, vale a dire per tasso d'interesse. Negli ultimi anni hanno
invaso il mondo. Cresce la finanziarizzazione del capitalismo, anche
quella popolare. E siccome cresce nello stesso tempo anche
la miseria relativa e assoluta di masse di uomini, soprattutto negli Stati
Uniti, ecco che molti debitori spiantati non riescono più a pagare e
finiscono sul lastrico. Le loro case vengono requisite e poste sul
mercato, con conseguente abbassamento dei prezzi (-37% in un anno in
California). I nuovi mutui sono concessi sulla base del nuovo prezzo
delle case e perciò ne vengono concessi sempre meno. E' come se
venisse a mancare rapidamente una grande massa di liquidità, fenomeno che
normalmente preannuncia la crisi.
LA
FABBRICA DEGLI ZOMBIES
L’uso della fluoxetina, principio attivo della pillola nota come Prozac, è
stata autorizzato in Europa per tutti i bambini dagli otto anni in su. Eppure
diverse prove cliniche hanno dimostrato che il farmaco può sviluppare
tendenze suicide. Il Prozac è stato immesso sul mercato nel 1988, e da allora
sono stati accertati 26.623 casi di reazioni patologiche e 1.885 casi di
suicidio tra i suoi consumatori abituali. Il mercato degli antidepressivi va
già a gonfie vele nel mondo degli adulti, ma in vista di un sovrapprofitto
"il capitale non si ferma neppure davanti al più efferato delitto";
e quindi perché mai trascurare un vasto e sicuro assecondamento del mercato
fra i bambini "disadattati"?
AUTOCRITICHE AMERICAN STYLE
La Virginia, baluardo storico degli schiavisti americani, ha votato in
parlamento l'ammissione che la schiavitù un tempo avallata dal governo
"è nel novero delle più orrende violazioni dei diritti umani". Bisognava
stabilirlo per decreto! I moderni schiavisti
tecnologico-militar-finanziari ci fanno venire in mente i de-stalinizzatori
russi, che erano - e sono - peggio degli stalinisti.
1956: Dialogato
con i morti
Oltre mezzo milione di presunti terroristi americani sono schedati dalla
polizia federale (FBI), che si accinge a controllarli in quanto
"potenzialmente" pericolosi. Soprattutto quelli che hanno
abbracciato l'Islam e hanno cambiato il nome originale con uno arabizzante.
Senza tralasciare arabi, sudamericani ed europei che transitano negli USA.
L'FBI ha perciò chiesto al Parlamento di finanziare la dispendiosa
gestione di questa lista particolare, anche se gli esperti di
antiterrorismo l'hanno definita inutile a causa del numero troppo
elevato degli schedati e dei loro contatti. Sì, perché gran parte di
costoro si muove per lavoro all'interno e all'estero. L'antiterrorismo è
anche un business, quindi ha bisogno di investimenti. In fondo,
essendo la globalizzazione un enorme import-export di merci, capitali e uomini,
come può mancare l'import-export di ideologia concorrente, con relativi
metodi contro il dumping (concorrenza sleale)?
UN SISTEMA RIDOTTO IN POLVERE
La droga è facile da produrre e si consuma in quantità che crescono
in modo esponenziale. Passa attraverso classi e generazioni. Si paga persino
parte del prezzo di costo, dato che molti consumatori sono anche
spacciatori. L'Italia è uno dei gangli del traffico mondiale di
cocaina, e si calcola che qui il fatturato dello "sniffo" ammonti
a 60 volte quello della FIAT. Dunque a prima vista un contributo fondamentale
all'economia. Una volta riciclato e messo a disposizione dei settori
"puliti" questo fiume di capitali potrebbe addirittura sembrare
benefico. Certo qualcuno ci sguazza, ma per l'economia capitalista nel suo
insieme è in realtà una palude: la cocaina non aziona grandi mezzi di
produzione e reti di distribuzione. Non crea "indotto" se non
quello assistenziale, sbirresco e carcerario. In fondo una tonnellata di
cocaina depenalizzata stimolerebbe l'economia quanto una tonnellata di
bicarbonato. L'enorme sproporzione tra le somme messe in moto dalle due
polverine è dovuta esclusivamente all'illegalità, che fa della cocaina un
immane ricettacolo di rendita. La quale non è altro che una
ripartizione del valore prodotto da altri. In perfetta simbiosi con un
sistema economico sempre più rentier e parassitario.
IL FRUTTO DEL VENTRE TUO
Nonostante il giro di vite contro la cosiddetta criminalità giovanile, vaste
aree metropolitane del Regno Unito rimangono ostinatamente fuori controllo. Il
governo britannico ha perciò annunciato che nelle aree metropolitane
degradate darà inizio a un programma di prevenzione pre-natale della
delinquenza. Soggetto del programma: le famiglie potenzialmente
generatrici di giovani delinquenti. Dalla sedicesima settimana di gestazione
fino al compimento del secondo anno d'età del bambino, le madri a rischio
saranno "curate" dall'apparato para-poliziesco degli assistenti
sociali. La macchina repressiva capitalistica decide di intervenire dunque a
partire dal ventre materno che custodisce il potenziale disadattato da
integrare. Un bel caso di eugenetica sociale orwelliana.
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