Alla Commissione di riorganizzazione della sezione di Napoli del PCd'I

Napoli 11 novembre 1925

Cari compagni,

la recente pubblicazione sulla Unità del comunicato annunziante lo scioglimento della sezione di Napoli mi spinge a comunicarvi alcune mie opinioni condivise da vari altri compagni con cui ho avuto occasione di parlare, e mi sento autorizzato a farlo in quanto prima di decidere il da farsi nella incresciosa situazione di partito a Napoli, la Centrale ha creduto di far consultare me ed altri compagni vecchi del movimento locale.

Il comunicato anzidetto è intestato alla federazione di Napoli e annunzia il provvedimento di scioglimento della sola sezione, come proposto dal comitato federale, il quale deve quindi ritenersi rimanga in carica: tanto più che i suoi componenti entrano a far parte della Commissione di accettazione delle domande.

Tale cosa urta con ragioni di organizzazione e di sostanza, di tale gravità da farmi ritenere che il metodo adottato per riorganizzare la sezione non darà risultati soddisfacenti e non eliminerà i gravi inconvenienti cui si vuole ovviare.

Il comitato federale è composto di compagni iscritti alla sezione di Napoli, disciolta - rammento che io non ero per un provvedimento così estremo per motivi che qui non ripeto - ed è strano che mentre per tutti i compagni senza eccezione è messa in forse la loro qualità di soci del partito, alcuni di essi perchè membri del C.F. restino invece nella qualità di aventi una carica che gerarchicamente li pone al di sopra della commissione di accettazione delle domande. Questo per la procedura: nel merito poi è, se non notorio e pacifico, per lo meno da presumersi che la disorganizzazione della sezione e gli altri più gravi inconvenienti su cui non è ora possibile dire l'ultima parola, sono in prima linea dipesi dai compagni che coprivano le cariche locali, e quanto meno da alcuni tra essi. Come affidare agli stessi elementi (...) del C.F. ancora funzionante (e già identificatosi col comitato della sezione) il lavoro di ricostituzione?

Io invece proporre, e prego che la mia proposta sia fatta giungere alla Centrale del partito, le misure seguenti:

La Commissione provvisoria (ciò nel senso che al momento opportuno dovrà cedere il luogo ai normali organi direttivi di partito secondo gli statuti) ha la funzione di comitato federale e sezionale per tutto il tempo che durerà il lavoro di esame delle domamde e di formazione, assolutamente ex-novo, dei quadri organizzativi. Tutti i compagni che avevano cariche nel comitato sezionale-federale al momento dello scioglimento, cessano da esse, e non possono essere membri della Commissione nè essere da questa adoperati nel suo lavoro se non per fornire elementi della passata gestione, e inoltre non possono essere nominati membri della Commissione, la quale sarà composta dalla Centrale tra compagni provati, indiscutibili, di sufficiente anzianità nel movimento (non intendendo con ciò di esigere continuità di iscrizione al P.C., ma includendovi gli ex-terzini). Tale misura di esclusione dei membri dei vecchi comitati non pregiudica il pronunziato della commissioner sul loro operato e non significa condanna di ciascuno di essi, ma solo logica misura precauzionale, meno grave sempre dello scioglimento che ha colpito compagni irreprensibili sospendendoli persino da soci del partito, e perciò pienamente giustificata.

Sottopongo poi un'altra idea: che la composizione della Commissione sia resa nota ai compagni e in genere ai presentatori delle domande, solo affidamento per la solidità e serietà delle basi da gettare al nuovo lavoro. Il segreto agli effetti della polizia non si serberà ugualmente tenendo celati i nomi ai già compagni, anzi sarà ancora meno sicuro se si fa del mistero. Il delegato della Centrale dovrebbe essere un compagno NON DI NAPOLI, e per ragioni tecniche intuitive potrebbe essere un deputato. Tutti i compagni che finora hanno avuto a Napoli mansioni tecniche e politiche di collegamento con il partito, devono immediatamente cessarle, e la Centrale si collegherà in modo sicurissimo e "nuovo" solo cvon la Commissione.

Chiarisco che con la deposizione del Comitato federale non intendo chiedere lo scioglimento delle sezioni di provincia. Proporrei anzi nella Commissione qualche elemento della provincia.

Con saluti comunisti,

Amadeo Bordiga

(APC341/58)

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